Bosco del Cansiglio

Il Cansiglio (o Canséi in lingua veneta) è un altipiano carsico che si colloca ad un’altitudine media di 1000 m sul livello del mare, e dove risiede l’omonima foresta del Cansiglio, la seconda foresta più grande d’Italia (dopo la Sila in Calabria) e la prima foresta del Veneto. 

Il Cansiglio si trova nella zona dell’Alpago fra il gruppo del Cavallo (2250 metri), il Monte Pizzoc (1570 metri) ed ha attualmente un circuito di circa 37 km, laddove nel X secolo la sua periferia correva per 100 miglia

La larghezza massima del Cansiglio è di 12 km e la sua superficie si estende per 6477 ettari, limitata da 300 ceppi a forma di piramidi rettangolari portanti le iniziali FN (foresta nazionale).

Meteo e Clima: abbiamo abbondantemente discusso le varie zone climatiche dell’Alpago e del Cansiglio in questa sezione del sito, ma in sintesi possiamo affermare che il clima del Cansiglio è molto variabile, dai +27°C in estate fino ai -36°C nelle valli più fredde in inverno.

Vegetazione in Cansiglio:

Il Cansiglio era anticamente costituito principalmente da abeti bianchi e rossi con pochi larici, ma al giorno d’oggi faggi sono presenti in gran numero, molto visibili in mezzo agli abeti soprattutto quando d’autunno il rosso delle faggete risalta sul verde intenso delle conifere.

Cenni Storici e Storia del Cansiglio

Da una lettera del Doge Francesco Donato, il bosco del Cansiglio è in essa chiamato con nome generico di ‘’boschi dell’Alpago’’. Anticamente in Alpago esistevano molti boschi, fatto rilevabile da una vecchia carta geografica della provincia di Belluno che si conservava inpassato nel museo civico della città con altri documenti riguardanti l’Alpago stesso.

Da questo documento appariva che l’Alpago era coperto a settentrione e ad est da fitte foreste. La milizia del corpo Forestale e gli Alpini da diversi anni vanno ripristinando l’Alpago nell’antico aspetto con periodiche piantagioni di conifere nella zona del Cansiglio.

Prima dell’anno 1000

Del Cansiglio vi è anche memoria in un documento di Berengario I risalente al 923, in cui il bosco è chiamato Casillo e Cacsilo, e si legge che viene dato dallo stesso Berengario al vescovo di Belluno Aimone.

Repubblica Serenissima

Papi ed imperatori confermano il possesso della foresta da parte dei Vescovi della città di Belluno finché nell’anno 1185 Papa Lucio III lo assegna alla comunità di Belluno che lo conserva fino al 1548, anno in cui diviene proprietà della Serenissima Repubblica di San Marco.

Venezia, chiamandolo ‘’il bosco dei remi’’ lo fa oggetto di particolare amministrazione innalzando nel centro il palazzo di San Marco dove insedia un capitano. Nel 1797 i francesi lo devastano in gran parte e nel 1871 il Cansiglio è incamerato dal governo del regno d’Italia che lo pone sotto la giurisdizione di un ispettore forestale, il quale fino al 1927 e risiedeva nell’antico Palazzo veneto, divenuto in seguito albergo San Marco. Dall’anno seguente l’amministrazione si spostò in una nuova sede poco lontana.

Dal 1900 ad Oggi

Dopo la disfatta degli austro-germanici nel 1918, chi avesse visitato il Cansiglio avrebbe con tristezza notato qua e là delle radure prodotte dalla scure dell’invasore. Ad oltre un secolo di distanza, in luogo di esse sono le verdeggianti giovani conifere che vengono a portare una nota di gaiezza in mezzo alla severità delle annose piante.

All’interno del Cansiglio vi si trova una vasta prateria pianeggiante, oggi conosciuta come Pian del Cansiglio; il nome della foresta e dell’area in generale sembra derivare proprio da questa grande prateria interna, Campus silius o Campus Silii per l’appunto in latino.

Sorgenti d’acqua e idrografia del Cansiglio

Data la conformazione carsica dell’altipiano, in Cansiglio non vi sono fonti d’acqua perenni. L’acqua potabile continua non può quindi giungervi che dell’Alpago per mezzo di acquedotto

L’acqua piovana, assai violenta, è frequente raggiungendo la media di 2500 mm di precipitazione annua. I terreni carsici assorbono l’acqua appena caduta, la quale esce a formare le grosse Polle dei fiumi Livenza e Meschio.

Le voragini carsiche del Cansiglio:

Sulla superficie del Cansiglio si aprono una cinquantina di inghiottitoi delle acque a guisa di voragini cavernose. Maggiore è quella che si chiama bus della Lum, profonda 225,5 metri e situata fra le prime piante del Bosco a 20 minuti di cammino dall’albergo San Marco, presso la quale pastori del luogo in passato facevano sentire ai visitatori il suono echeggiante dei sassi urtare contro le sue pareti.

Perché il ‘’bus de la lum’’ si chiama ‘’buco di luce’’?

Una grande moría di vacche buttate nel fondo dell’abisso ha dato origine anticamente al nome del bus della Lum. Col calar della notte, una luce irrompeva dalle tenebre, generata dalle emanazioni gassose che provenivano dalla decomposizione delle carogne. Le luci apparivano fosforescenti; da ciò il toponimo ‘bus della Lum’.

Alcune delle numerose voragini del Cansiglio furono successivamente esplorate in diversi anni del ventesimo secolo, come ad esempio la ‘’busa del fornello’’ e il ‘’Buso della Giazza’’.

Fauna del cansiglio

La fauna del Cansiglio è costituita da cervi, lepri, francolini, urogalli ed anche da fagiani di Monte. Scomparvero nel secondo dopoguerra camosci, sterminati forse dal moltiplicarsi dei cacciatori durante il secondo conflitto mondiale, o emigrati verso luoghi più remoti e tranquilli.

Escursione e passeggiate in cansiglio:

Varie sono le escursioni che si possono compiere:

  • Partendo dall’albergo San Marco,
  • oppure dal campo del Pian osteria
  • dalla zona Canaie,
  • oltre alle strade che conducono al Monte Pizzoc al margine della foresta e in basso fino alla riva del lago di Santa Croce,
  • a Spert, in Valmenera, in Val di Piera ,e alla
  • Casera palantina che è per il Cansiglio il punto dove si irradiano le molteplici vie del gruppo del Cavallo.